Biografemi - Salvatore Fazia

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"Infondo noi cerchiamo una storia originaria"
(Umberto Eco)


apparizioni e annunciazioni


Nel mondo degli intellettuali – ch’è sempre stato per me  l’unico mondo compatibile - non sono mai entrato, essendo nato fuori da questo  mondo, e tuttavia di quando in quando vi ho preso parte attraverso certe apparizioni e annunciazioni, di volta in volta  occultandomi: Λάθε βιώσας, vivendo di  nascosto, secondo l’imperativo degli stoici vivi di nascosto, e cioè nello stile degli dei.
La  prima volta sono apparso a un poeta, un pomeriggio del ’69, il 19 aprile, quando mi trovavo a tenere una riunione operaia nella sede del Partito Comunista, nella quale dovevo fare il punto circa la contestazione in quei giorni esplosa alla Marzotto, e nella quale, finito di  parlare, uscendo di sezione per recarmi in federazione e aggiornare il direttivo  provinciale, mi si fa davanti uno dei giornalisti, che in quei giorni di lotta partecipavano per il loro giornale a quelle giornate e al momento di quella mia riunione, ebbene a un tratto questo giornalista mi si para davanti e dice:  tu chi sei? e io gli rispondo: sono il segretario di  sezione, e lui di rincalzo: no, ma tu  chi sei? e io che provo a dire: sono  un insegnante, e lui che non molla e riprende: no, ma tu chi sei , e io che gli faccio: …ma tu cosa vuoi sapere, e lui d’impulso: perché tu sei ammalato di letteratura. E’ stata la mia vera prima annunciazione, l’annunciazione  della mia prima apparizione in forma di poeta e di intellettuale, la scena che è  stata la più giusta: il mondo era in subbuglio e  un poeta che ne riconosce un altro…
Il  giornalista era GIANNI TOTI, noto poeta sperimentale.


Gianni  Toti

I  giorni dopo li abbiamo passati insieme, parlando di letteratura e organizzando  nostri successivi incontri e una nostra conferenza sui temi della poesia  sperimentale.   
Prima  non c’ero nel mondo intellettuale, non venivo da quel mondo, ne sono rimasto  fuori stando in periferia, dove mi sono manifestato in certe annunciazioni e certe apparizioni… La vicenda è stata straordinaria, tra l’equivoco del desiderio e il vuoto pulsionale. Ho vissuto un  pensiero di stato esistenziale, dentro le forme opache della quotidianità,  portavo la mia solitudine ambientale verso la passione dei saperi artistici e  trasfigurativi.
Una mia prima  annunciazione è stata nel ’51  nell’ultimo compito d’italiano prima dell’esame di maturità, con la citazione  del professore di italiano che, distribuendo i compiti e commentandoli, l’aveva  tenuto per ultimo per via dell’intensità di pensiero. Una seconda è stata in occasione del  compito di latino, alla Facoltà di Lettere e Filosofia a Padova, nel ’52, per la prova di composizione, il cui argomento a me - allora già pieno di letteratura esistenzialista e marxista e completamente preso dal titolo, Il concetto di libertà per i romani - ha ispirato una scrittura del tutto moderna e modernista, la cui conversione in  latino mi è costata una fatica mai più provata. Accettato per il mio stile latino, sono stato premiato da un giudizio di scrittore per la matrice italiana del  mio testo. Quel pomeriggio ho girato Padova, dentro tutti i portici della città perché pioveva, con l’emozione di quel giudizio e l’orgoglio di essere stato  riconosciuto da un professore di filologia classica della fama internazionale di  Alfonso Traina. E’ stato il mio Nobel.     
La  seconda volta, la seconda apparizione: è avvenuta nel ’69 a FRANCESCO VINCITORIO direttore di Nac, una rivista di  critica d’arte pubblicata a Milano, quando mi è stata riportata una sua  dichiarazione nella quale avrebbe detto che se Nac aveva un senso era perché ci  scrivevo io, confermandola per 15 volte con 15 sue lettere di forti giudizi di apprezzamento.


Francesco  Vincitorio

La terza  apparizione è avvenuta nel 1981 ad ACHILLE BONITO OLIVA, alla Casabianca di  MALO in provincia di Vicenza, la notte del 15 marzo , in occasione del convegno  Europa/America, come ha annunciato lo stesso ABO aprendo il mattino i lavori del  convegno, quando ha dichiarato: stanotte  non ho dormito per leggere il testo di Salvatore Fazia, che per suggerimento del direttore del  Museo, io avevo scritto in un foglio A4 per salutare la partecipazione del  grande critico al convegno. Il pomeriggio e il pranzo passati a rispondere non  senza imbarazzo alle sue varie interrogazioni circa la mia formazione  intellettuale e dintorni.


Achille Bonito  Oliva

La  quarta apparizione è avvenuta  ripetutamente e in forma di lezioni a studenti del LICEO ARTISTICO di Valdagno (Vicenza) in collettiva e a ripetizione come a Medgjugorje, e recentemente pubblicate in un mio libro dal titolo Sognare, le forme del comprendere.  Apparizioni di cui ancora si parla e si manda a memoria da parte dei più presi.  



Studenti

La quinta apparizione è avvenuta nel  maggio del 1983, a Costabissara (VI), in occasione della Mostra Di Philippe Stark, al DIRETTORE del GIORNALE di VICENZA, durante il pranzo di incontro tra gli organizzatori della mostra e il Direttore del Giornale di Vicenza, per concordare l’intervento del giornale in merito alla comunicazione della mostra. In quest’occasione il DIRETTORE ha svolto un intervento sulla mia figura di critico di cui, per giusta reticenza e non senza memoria del mio imbarazzo taccio, predisponendo quasi l’intera pagina di cultura del giornale per ospitare  i miei testi.


Direttore Giornale di  Vicenza

La sesta apparizione è avvenuta nel giugno 1995, al V°Anno del Liceo artistico al prof. di FILOSOFIA TEORETICA di PADOVA, hegeliano pure lui, in una inattesa annunciazione, quando, nella riunione dei  docenti del V° anno, diretta dal professore in qualità di presidente della commissione d’esami, avendo io proposto il mio programma di corso, come d’argomento, un esercizio di applicazione  ermeneutica della proposizione dialettico-speculativa  di Hegel alla terzina della Divina Commedia di Dante



Il Prof. di Filosofia  Teoretica

…il professore a fine riunione mi prega di poter partecipare alle successive riunioni della commissione un’ora prima per poter avere da me e discuterne le illustrazioni delle mie successive lezioni, il che concordammo con felice sorpresa. L’intero corso, poi venuto alla luce in sede d’esami, nei quali gli studenti hanno avuto modo di riferire e illustrare con risultati del tutto sorprendenti. Tanto che alla fine, il professore mi ha chiesto di accettare la  proposta di eseguire lo stesso corso di lezioni ai suoi studenti di corso universitario, con visibile orgoglio e entusiasmo miei, e con l’approvazione della moglie del professore, docente alla Università di Pavia di Letteratura Italiana moderna, che aveva assistito a tutti gli esami alla fine chiedendomi su quali libri mi fossi formato e avessi condotto il corso. Mia felicità alle  stelle, fatta a pezzi quando un mese dopo la stessa signora mi telefona e mi dice che suo marito era morto.



Dino  Formaggio

La settima apparizione è avvenuta a DINO FORMAGGIO, filosofo di Estetica nel 2000, che mi telefona e mi dice che aveva  appena finito di leggere il mio Ingenuità dell’arte, facendomene alcuni bellissimi rilievi sia nel merito dell’argomentazione e dell’apparato concettuale dell’insieme, nonché della mia scrittura, a proposito della quale ha usato queste espressioni: tu non devi pubblicare in Italia, perché quelli che leggono o fanno finta di niente o sono portati a incazzarsi. Aggiungendo: chiedimi quello che  vuoi, naturalmente non chiedendo nulla né allora né mai. Dopo qualche tempo è morto.


Dr. Enrico  Cravetto

La terza annunciazione è clamorosa: è dell’estate, sto lavorando in cucina al  mio libro L’arte, parola per parola, è mattina, capita un funzionario della UTET e mi chiede di che trattasse, glielo spiego e mi suggerisce di mandarlo alla casa editrice, e mi dà indirizzo e numero telefonico del direttore editoriale, dr. ENRICO CRAVETTO. Mando il  menabò, e dopo qualche giorno il dr. Cravetto mi telefona dicendo che è un lavoro di alta qualità, che erano interessati alla pubblicazione e che però avrei dovuto attendere qualche anno, 2, 3. La casa editrice in quel momento stava uscendo con l’Enciclopedia, Opera  realizzata dalla Redazione Grandi Opere della UTET cultura, in 20 volumi.  
La quarta annunciazione è del Giugno 2006, in internet alla voce Umberto Eco ho ricordato: non c’è nulla che leghi l’uomo alla lingua come il suo nome” (W. Benjamin), e ho  scritto: ‘Nomen omen’: Umberto Eco parla  per sentito dire, da cui il nome Eco (a Maria Latella, su Sky lui stesso avrebbe dichiarato che nel Nome della  rosa «non c’è una parola di suo»). Ma anche ho scritto: ‘Nomen numen’: Umberto Eco non è mai nato, l’ha portato la befana la notte tra il 5 e il 6 gennaio del 1932, da allora è stata tutta un’epifania infinita, da cui il nome Eco. Infine ho scritto ‘Nomen amen’: Umberto Eco appare in cielo, in terra e in  ogni luogo, nel nome del segno, del senso, della struttura e così sia, da cui il nome Eco. Leggo inattesa questa notizia: Il professore Le risponderà in altra sede. Infatti, Nottetempo edizioni, Settembre 2006: «Competizione sfrenata: «Salvatore, che è un gran calcolatore, / per batter gli  altri, col calcolatore, / ora lavora. Orsù, calcola, Tore, / e arrivi primo. Che  calcolatore!»

Umberto Eco

L’ottava apparizione è avvenuta nel 2008 ed è durata tutta quella primavera e l’estate, a FRANCO MENEGUZZO, come suo  compagno d’agonia, poiché abbiamo passato tutto il periodo della sua agonia, conclusasi ad ottobre, discutendo di arte e poesia, passando uno degli ultimi  pomeriggi a leggere e a parlare di mie poesie, dato che la mattina mi aveva rimproverato di parlare poco, e allora io stesso gli ho proposto di passare il  pomeriggio e parlarne. Queste sono state le sue espressioni: ti aspetteranno affascinanti vie crucis… come fai a sopravvivere, c’è un segretoMontale a tratti è moderno tu lo sei sempredistanze e spandi paesaggi sta notte non andar via stiamo su a  leggere ripeti, la norma? e poi? …e asseriva, sì  certo, sei tu, c’è il presente e  l’in-presente, c’è tutta-tutta la modernità, … si sente tua madre… ma gli altri ti  capiscono, già ma a  te non  interessama Zanzotto lo sa? Due giorni dopo, a un tratto l’amabile nipote mi fa: professore, gli dia la mano, a stento tendeva la sua ma verso di me, gli do la mano e biascica così: per sempre, per sempre… un patto d’eternità.
La quinta  annunciazione è avvenuta nel 2007. Un giorno lo scrittore LUIGI MENEGHELLO entra nel Museo di Grafica Internazionale  di Malo, alla Casabianca, sale all’archivio-biblioteca, trova dei cataloghi, li  legge, resta colpito da certi testi miei e esprime al direttore del museo  il  desiderio di potermi conoscere.  Naturalmente non è avvenuto, poi è morto. L’ho saputo dopo.  


Luigi  Meneghello

La  nona apparizione è avvenuta ancora  nel  2010 a ACHILLE BONITO OLIVA in due scene, la prima in forma solenne di annunciazione, quando, dopo che gli ho mandato una e-mail per invitarlo a una serata al Kapanòn di Altavilla, lui ha risposto facendomi gli auguri di Natale con questa frase: caro Salvatore, sei tra i pochi  intellettuali che io conosca, sicuro nella tua solitudine come nella tua  scrittura. La seconda scena di apparizione è avvenuta nella primavera successiva, l’ultimo sabato di maggio, quando  quel pomeriggio, a un certo punto, io mi trovavo in anticipo, ho vista una  signora che tutta trafelata per la corsa spunta all’ingresso urlando chi è Fazia. La signora era una  gallerista, che si precipita ai miei piedi inginocchiandosi, e al mio disappunto: ma signora che fa, mi risponde: perché Achille m’ha detto che  lei è un dio. La serata è continuata con una mia magica presentazione, e un mio fortunoso intervento al quale mi aveva sollecitato proprio lui, chiudendosi poi con la cena alla quale ha voluto che al tavolo di prestigio di quella sera stessimo insieme e solo io e lui.  Qui poi Achille mi ha chiesto di scrivere un testo per la uscita di un libro, puntualmente inviato e pubblicato da Electa Mondadori dal titolo Il principio d’interferenza da BONITO OLIVA considerato il più bello del volume L’arte e le teorie di turno siglato in quarta di copertina come pubblicazione internazionale per la partecipazione dei maggiori studiosi d’arte del  mondo.



Achille Bonito  Oliva

La decima  apparizione avviene nel 2014 a MICHELE  BIANCHI, psicanalista lacaniano, che a Roma, leggendo un mio testo di  presentazione, chiede di potermi conoscere, il che avviene alle 6 di un pomeriggio di primavera a Valdagno, in quella stanzetta del camino che una volta  ho definito posto filosofico, dove da decenni  teniamo incontri, e dove, dalle 6 di quel pomeriggio fino alle due del mattino, io e lui, e i nostri amici, abbiamo dato vita a un vero e proprio simposio di psicanalisi con velocità e densità di un tale fraseggio, che nessuna  piccola e avrebbe potuto trovarvi posto.



Michele  Bianchi
L’undicesima apparizione è andata così:
a


Luigi Bonotto

Il più importante  collezionista di Fluxus che scrive:
Carissimo  Salvatore,
E' passato tanto tempo, ma finalmente oggi mi faccio vivo dopo essere incappato nel tuo indirizzo su  internet!
Ho proseguito anche nella mia "attività" di frequentatore di artisti, collezionista e promotore del  pensiero degli amici Fluxus e poeti sperimentali.
E' con grande piacere che  ti invito al vernissage della mostra dedicata ai Libri d'Artista Fluxus  provenienti dalla mia Collezione, curata dalla mia Fondazione Bonotto in collaborazione con Fondazione Bevilacqua La Masa.
Spero di sentirti e incontrarti presto!
Un abbraccio,
Luigi
Ancora:
Caro Salvatore,   
Grazie per la tua pronta  risposta... In ogni caso, mi farebbe davvero molto piacere incontrarti!  
Martedì 24 marzo sarò a  Vicenza alla Libreria Galla, alle ore 18, per presentare la Fondazione e parlare  di Arrigo Lora-Totino... potremmo cogliere l'occasione e trovare il modo di  vederci, e ti consegnerei personalmente il catalogo dell'esposizione  FluxBooks!
Fammi  sapere!
Un  abbraccio,
Luigi
e io, Fazia Salvatore che  gli risponde:
Carissimo,
quante vite fa, e tuttavia so tutto di te, e ti ringrazio dell'invito, sennonché un tumore osseo, il più maligno, m'ha portato via una gamba e con la gamba la normale mobilità, allora ho spostato tutto sul pensiero, e credo d'averci guadagnato, non è un caso se Bonito Oliva dice che il critico è sempre su un piede solo... hai la mia  ammirazione per quello che sei e fai, anche perché credo che senza fluxus l'arte moderna sarebbe incomprensibile...
…e cioè a perdere
…e infatti subito dopo s’è perso, prima il gesto di Narciso: caro salvatore, un abbraccio… subito dopo finendo nel gesto di Caino: volgarmente  sparendo…
- “Là  dove la solitudine finisce, comincia il mercato; e dove il mercato comincia, là comincia anche il baccano dei grandi commedianti e il ronzio di mosche velenose”  (Nietzsche, Così parlò…, I,  58)
Ah!  ecco, tu vieni dal mercato…
NB.
Se  riesco a vincere l’estasi della mia scrittura, ti manderò l’ultimo mio libro Contemporanea, per punirti e se tu  leggendolo vincerai la tua viltà
…io  sono l’immacolata concezione…
(la mente  chiara, senza macchia)
Salvatore
 
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